Datemi una visione, prima che sia troppo tardi.

Aprivo gli occhi, un tempo, e pensavo a come avrei potuto cambiare il mondo.

Compravo i giornali per tentare di capirlo, prendevo il mio blocco e la mia penna  e ne immaginavo il destino.

Suo, mio. Elaboravo progetti, mi immaginavo nel 2000 come in un film di fantascienza, un tempo.

Oggi, mi sveglio al mattino e cerco la forza, tra una doccia e un radiogiornale, di andare avanti.

Non sono cambiato solo io, ma la nazione intorno.

La osservo ormai senza sorriso, pestato a sangue da bulli arroganti e ignoranti che vogliono solo il mio danaro,

nazione ormai senza  idee sviluppate intorno alle persone ma solo intorno alle banche.

Manca la spinta principale di una nazione, quella che fa alzare le persone con il sorriso e la voglia di partecipare a qualcosa di comune,

qualcosa che distingue persone ammonticchiate in città, valli, litorali rispetto a un popolo disposto anche a morire per  tre colori in uno straccio di cotone.

Manca la visione, il punto di arrivo, la strada da percorrere per arrivarci.

Mancano una o più persone che abbiano voglia di rischiare la loro vita per un’idea di nazione e non di galleggiare da un’elezione all’altra.

Mancano uomini, quelli che fanno la storia.

Vivere una vita per pagare le tasse mi fa un buon cittadino, ma non siamo nati per quello, credo.

Gli italiani sono un popolo visionario: non facciamo che si diventi un popolo qualunque.

Datemi una visione, prima che sia troppo tardi.

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3 thoughts on “Datemi una visione, prima che sia troppo tardi.

  1. Secondo me, il punto di arrivo potrebbe essere il fare un po’ di pulizia e di restyling al governo, di far ripartire l’economia e di far ripartire la voglia di fare che tu stesso non riesci più a vedere.
    Io non so nulla di politica, di economia capisco solo quanto basta a vedere che così non va, ma non voglio pensare che, davvero, gli Italiani, così vivi, spiritosi, ingegnosi anche con poco, così “trabascani” da restare sempre in piedi, non voglio pensare che si arrendano ora.
    La strada dobbiamo costruircela noi, non esiste ancora, ma la meta è l’Italia, non come era, ma come la vogliamo oggi.
    Io so solo fare video e foto, so insegnare, anche ad avere responsabilità e affrontare cose pericolose, per quanto sia poco voglio che siano utili per far tornare il sorriso perduto. Sono praticamente senza lavoro, con famiglia, figli e mutui da pagare, ma so che ce la faremo!

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