Lettera a @robertamilano

Cara Roberta,  non tu.

Aprire la timeline e leggere questo, in un sabato mattina qualunque, in una nazione ormai diventata qualunque.

 

Mi dispiace, ma non ci sto a sentirtelo dire, che ti vuoi arrendere.

Perché ho imparato cosa vuol dire integrazione tra turismo e social grazie a  te e sempre grazie ai tuoi consigli e soprattutto al tuo esempio negli ultimi cinque anni ho trovato una mia strada.

Strada che per motivi vari ho dovuto abbandonare, che  mi ha lasciato l’amaro in bocca, ma che non ho mai pensato che fosse la fine ma solo un inizio più complicato. Amo una parola: esempio

Aspetto ai più insignificante e bistrattato, che ho imparato dai miei genitori: lavoro ogni giorno seguendo i miei riferimenti  e auspico di essere d’esempio anch’io nelle cose che faccio.

Roberta, il tuo esempio è importante, perché essere professionisti significa prima di tutto essere competenti, saperlo comunicare, essere aperti alle innovazioni e alle critiche, disponibili al confronto, disponibili a dare una mano a chi te lo chiede, la maggior parte delle volte perché ci credi e non perché semplicemente è un mestiere da cui ricavare il massimo profitto economico.

Ecco, questa tua serietà distingue il professionista dal mestierante.

Di questo devi esserne orgogliosa e trovare lo spunto per ricominciare. Ripescare dal sorriso e dalle strette di mano, dai tweet e dai commenti nel tuo blog, dall’autorevolezza guadagnata per trovare la voglia di ricominciare.

Voglia di ricominciare, di dimenticare vent’anni di parole vacue e furti reali, di persone immagine e di pensieri morti d’inedia, di culto della bellezza e vergogna dell’intelligenza non furba, di meschinità come valore, di consumismo dissennato, di ostentazione e sguaiatezza becera, di vita vissuta in una fiction con le risate registrate.

Voglia di dimenticare velocemente, di ripartire da quelli come chi come me e te vent’anni fa erano giovani e credevano nel potere delle idee, nel poter cambiare il mondo con le parole e non le misure del corpo.

Voglia di dimenticare certe prassi consolidate, i politici opportunisti che sfruttano il lavoro in concomitanza delle scadenze elettorali per riempire il vuoto della loro prospettiva limitata, quand’anche della loro ignoranza glassata di concetti rubati ad altri.

Roberta, riprendi da questo.

Perché un giorno, accoccolata sul divano, con i nipoti che giocano sul tappeto con ologrammi di bambini di altri continenti, potrai raccontare loro la storia di quella nazione risorta grazie anche alla nonna.

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