Il ministro Dario Franceschini risponde alla critiche: la sintesi è “decido io”. #verybello

Expo: Franceschini, la stiamo sottovalutando

Su TTGitalia la risposta ad una serie di domande che poneva ‘Il Fatto Quotidiano’ a Dario Franceschini sulla vicenda #Verybello.

Primo punto:  realizzare un sito per gli eventi culturali italiani durante Expo2015, senza utilizzare la piattaforma Italia.it

“Abbiamo pensato di creare uno spazio dedicato esclusivamente alla offerta culturale italiana nei mesi di Expo. L’obiettivo è quello di realizzare su scala nazionale quello che alcuni siti fanno per promuovere gli eventi delle grandi città e stimolare così i tanti visitatori che si attendono a Milano da maggio ad ottobre a viaggiare su tutto il territorio nazionale”. Ma fra Italia.it e VeryBello ci sarà “stretta collaborazione. Per la gestione ci affideremo prevalentemente a risorse interne coinvolgendo anche l’Enit. Come dicevo, vi sarà una collaborazione con Italia.it.”.

Significa che Italia.it ed Enit non gli servono e utilizzerà risorse interne non meglio specificate per gestirlo.

Secondo punto: i costi. 35mila euro più Iva e la società che lo ha realizzato è stata identificata tramite una gara aperta “ai fornitori della pubblica amministrazione presenti sul mercato elettronico (Mepa), nel rispetto dei principio della massima trasparenza”.

Significa che affidarsi ad un importo sotto soglia per un portale di comunicazione nazionale era più comodo, senza gara e con parecchi margini di discrezionalità nel rispetto della legge, sia ben chiaro. 35 mila euro sono comunque una imbarazzante miseria per un portale fatto bene. Sempre che come spesso accade non vengano fatte estensioni di contratto per manutenzioni e aggiornamenti.

Terzo punto: mancato coinvolgimento del TDlab e di ENIT nel processo decisionale.

Franceschini risponde così: “Il Ministero è impegnato direttamente per Expo e nulla impedisce di intraprendere  autonomamente iniziative di questo tipo. Il TdLab non è stato coinvolto anche perché non è più operativo da metà ottobre quando ha esaurito il suo compito consegnando il piano per il turismo digitale“.

Significa: Abbiamo, grazie ai professionisti volontari di TDlab, un piano del turismo digitale con cui mi sono accreditato tra gli addetti del settore ma ora non mi serve più nessuno. Decido da me.

Quarto punto:  L’assenza delle traduzioni multilingua.

“Come detto nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi abbiamo anticipato Verybello nella versione italiana ma il sito sarà multilingue: il 7 febbraio a Milano lo presenteremo nella versione in inglese. Successivamente sarà disponibile in russo, cinese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese. VeryBello è uno strumento per incentivare il turismo culturale: siamo ben consapevoli che il suo successo dipenderà molto dall’uso che ne faranno i turisti stranieri. Ecco perché avvieremo una campagna di promozione in Italia e all’estero”.

Significa: volevamo presentarlo che poi altrimenti la stampa impegnata con il totoquirinale non ci avrebbe dato la giusta attenzione.

Ultimo punto:  “tra sabato e domenica la rete si è divisa tra chi ha criticato VeryBello a testa bassa e chi invece ha espresso critiche costruttive per migliorarne il funzionamento. Terremo sicuramente conto di queste critiche per perfezionare la funzionalità della piattaforma che è stata rilasciata nella versione Beta e sarà oggetto di significativi miglioramenti già nei prossimi giorni. Anche perché i tanti accessi di sabato e domenica (superiori al milione e mezzo!) hanno già permesso ai tecnici di individuare e superare alcuni problemi di sovraccarico. Nella nottata di sabato il sito ha subito due attacchi hacker”.

Conclusione.

Ho chiesto consulenza (gratuita) ai migliori esperti di rete in Italia ma decido io.

Ho la struttura di ENIT e Italia.it (gratis) ma preferisco far fare un nuovo portale a 40.000 euro (che per un portale fatto bene sarebbe quasi gratis) Insomma, decido io.

Ho la possibilità di aspettare 10 giorni e presentare il portale multilingue ma preferisci anticipare per avere più risonanza. Perché sì, insomma, decido sempre io.

Ho avuto tante critiche ma tengo conto solo di quelle costruttive, perché la rete è cattiva ed è buona solo quando lavora (gratis) per il Ministero, che siano esperti del TDlab o utenti che aiutano a testare la piattaforma. Perché l’importante sono i numeri e soprattutto una cosa.

Che decido io.

Partito Very Democratico.

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6 thoughts on “Il ministro Dario Franceschini risponde alla critiche: la sintesi è “decido io”. #verybello

  1. Ci dobbiamo scontrare ogni giorno con questi personaggi, che tutto fanno fuorché cose assennate. Ma dove sono le persone di buon senso? Possibile che possano soltanto trovarsi dall’altro lato della barricata e criticare senza poter fare?

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