Piove. La campagna fradicia, gli ulivi argentei si perdono nelle nubi basse e lattiginose. Fumi di camini lontani, verticali, lenti.
Onda su onda.
ottobre 21, 2009
Uno scirocco imponente,
umido e caldo,
respiro africano e accento sardo,
mi sveglia e mi ravviva la memoria di anni passati.
Mi vedo con la mia tavola e la mia vita sopra,
scivolare su acque bianche rabbiose spumose,
mulinare gambe e braccia,
ascoltare gabbiani e sibili di vento,
ascoltare l’anima.
Ore passate da soli,
con la mente disconnessa dal mondo,
dalle routine e dai doveri,
infilata sotto montagne di gocce e aria,
sabbia nei denti, gola secca.
Adrenalina e solitudine,
per dare un senso compiuto al mio essere,
pur sapendo che non esiste.
Il senso è scendere dall’onda
per poi risalirci.
Siamo di nuovo Dio.
settembre 10, 2009
Nuovi strumenti mi stanno attirando,
e l’evoluzione che sta prendendo la rete assume direzioni imprevedibili.
Siamo in presenza di un macroorganismo formatoda migliaia di cervelli che fluttuanotra argomenti disparati, polemichesemplici cazzate.Trovano risposte ma si fanno soprattutto domande,creando una conoscenza universale,uno stato dell’arte del linguaggio contaminato,una babele che si capisce, però.Un caos semantico e totale,coinvolgente come nella creazione dell’universo,e io entità singola mi sento parte di un evento naturale,il big bang dell’unicaconoscenza.Siamo nati da un Dio, e la nostra evoluzione ci sta portandoad aggregarci per diventarlo di nuovo.Siamo cellule dello stesso essere.
Un tempo, dopo la scuola, andavo in vacanza.
giugno 18, 2009Metà maggio ed era già vacanza.
Preparavo il mio zainetto, lo legavo dietro la sella della bici,
bella, verde, cromata,
e filavo felice verso il mare,
dove ad attendermi c’erano stormi di ragazze
che neanche mi guardavano
e frotte di compagni con i quali sfidarci a qualunque cosa,
purchè stancante.
Era bella, quella sensazione.
Di avere un lungo periodo di riposo,
senza pensieri per la testa,
di sopravvivenza, di lavoro,
di impegni, rate e di doveri.
Solo una bicicletta e un asciugamano.
E rientrando la sera, pedalando sulla mia bici,
bella, verde, cromata,
pensavo felice.
Voglio vivere tutta la vita così.
Alluvione di parole.
giugno 17, 2009Scrivo tanto, ultimamente. Pensieri sparsi,
in un’alluvione di parole, di concetti, di stronzate.
Ho pensieri sparpagliati che si rincorrono,
cozzano dentro il cranio, si riversano sugli arti,
muovono ignare dita per vergarli bit su bit.
Strano essere, l’umano.
Il suo cervello è la sua dannazione,
forse la sua condanna.
Le notizie di questo tempo stordiscono la mia attenzione,
e mi lasciano parecchio irritato.
Viviamo in un mondo assurdo,
dove i veri valori sono valutati in euro,
dove il valore di un uomo morto dipende dal luogo in cui è morto,
dove i politici sono pontificatori di stronzate,
e i pontefici politici.
Dove la mercificazione della carne umana
è diventata primo commercio mondiale (porno)
e continuiamo a far fumare la gente sapendo che morirà.
Dove abbiamo le risorse per produrre energia a costo zero,
ma dobbiamo comprare petrolio e costruire centrali nucleari
per le nostre industrie.
Dove non sappiamo più riconoscere un sapore genuino
assuefatti dall’industria della grande distribuzione,
dove preferiamo perdere due ore per comprare il prezzemolo,
quando potremmo averne un vasetto sul davanzale.
Potrei continuare all’infinito, ma smetterei qui:
le dita si sono impuntate, non ne vogliono sapere.
Facciamo una cosa:
continuate voi.
Donne belle e mute (ovvero, decidetevi a essere voi stesse)
giugno 16, 2009Questo è un post per voi donne. Solo per voi.
Perchè mi dispiace vedere il livello di compromesso al quale siete scese.
Avete modificato il senso dell’essere donne
trasformandolo nel senso dell’essere quello che gli uomini vogliono che siate.
Chirurgia estetica per sembrare vostre figlie,
per inseguire il mito dell’eterna giovinezza,
per essere accettate più dagli altri che da voi stesse.
Uomini che vi trattano come carne da macello,
facendovi salire su cubi,
svestendovi per uno yoghurt,
prostituendovi per un reality,
uccidendovi per una dieta.
Non avete più rispetto per voi stesse,
come potete pensare di poterlo avere dagli altri?
E’ la degradazione dell’essere umano,
bisognerebbe iniziare a reagire.
Magari evitando di sorridere quando una velina fa vedere il culo e dice una battuta,
o quando a un colloquio “è meglio se ti vesti scollata”,
o quando “mi rifaccio il seno perchè sto meglio con me stessa”,
o quando spingi tua figlia a partecipare ai provini
perchè vuole diventare qualcuno nel mondo dello spettacolo.
Basta.
Avete abituato gli uomini a cercare la donna giovane, bella e tettona,
quando invece non è necessario.
Gli uomini vogliono solo donne da amare,
non fate in modo che cerchino solo quelle da portare a letto.
Cambiate il vostro modo di essere donne,
e noi saremo uomini migliori.
Ispirazione da Il corpo delle Donne
Il potere della parola.
giugno 16, 2009Un foglio bianco, una penna, un vocabolario.
Questo bastava per emozionarmi
e per impressionare la mia insegnante,
che ci diceva sempre:
Le parole sono importanti.
Oggi non è più così,
le parole sono avvilite da gente che in italiano parla
come in natura l’asino raglia,
da giornali e tv che scrivono articoli sgrammaticati,
con magazzeni, gabine, sdrai e perticati,
e da giovani che scrivono in codice come spie russe.
Dispiace vedere la lingua non strapazzata e reinventata,
ma violentata e smembrata per sciatteria,
per vile mancanza di voglia di esprimersi.
Tv, radio e cellulare,
Facebook, blog, twitter e mail hanno ampliato enormenente
la possibilità di esprimersi, mettendo in comunicazione
miliardi di persone, culture, religioni.
L’unico problema è sempre il solito,
dalla notte dei tempi:
aver qualcosa da dire.
E dirla bene.
Piccola gente – la rivoluzione è vicina.
giugno 9, 2009Gente che stride in tv, con occhi iniettati di sangue e fiumi di parole,
dicendo, parlando, sentenziando, secondo loro,
di politica.
Gente piccola, senza studi, senza spessore,
che segue la platea, l’onda emotiva, l’odore del sangue.
Gente che sentenzia e decide della nostra vita,
quando la loro prospettiva è deformata verso il loro pistolino,
e la loro ragione di vita è un pezzo di carne di donna,
possibilmente quarto posteriore o petto,
tenera e molto giovane.
Gente miope che ha nel dio consumo la loro unica religione,
e nei discepoli banche i loro vangeli,
credendo che il lavoro sia un accessorio della vita,
purchè firmato.
La speranza si affievolisce, spenta dalle ovvietà dei giornali,
alberi deceduti per fine indegna, non come la carta igienica.
Giovani generazioni crescono sospinte dal vento effimero di valori falsi,
come le griffe comprate al mercatino,
per apparire all’altezza di una società che è solo bassezze,
società che è spinta verso un abisso prolisso.
Attenti, questi tempi sono il preludio di una svolta radicale e armata:
la rivoluzione della patata.
Crema, Marmellata o triste e vuoto?
giugno 4, 2009Un sole alto come il mio umore illumina
una città appena sveglia, spettinata da una brezza fresca e leggera,
che si insinua dentro la polo, rinfrescando muscoli appena lavati,
profumati.
Disegno linee curve sull’asfalto,
come pennello due ruote di gomma,
come tela una città ancora deserta.
Imbocco la via, e sento già profumi inebrianti
di calde paste e di miscele di caffè,
e mentre sfilo il casco,
i succhi gastrici mi fanno avere contrazioni da partoriente.
Un sorriso, bello, sincero, solare,
lei è sempre così, in questo bar, a qualunque ora.
“Crema, Marmellata o triste e vuoto?”
Una domanda, tutte le mattine,
e la mia giornata inizia bene.
Entra poca gente, interessata alle notizie inutili
di giornali gettati sui tavoli.
Io no, la mia giornata inizia con le persone,
per sapere cosa pensano, cosa fanno, i loro programmi, i loro sogni.
Voglio i sogni della gente, che mettono in moto la mia fantasia.
Quel sorriso.
Apre al mio cervello,
orizzonti sconosciuti.
